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Questa è la terza versione del mio blog, nata totalmentedalla mia PAZZA fantasia... L'immagine mi è arrivata via mail, da un gruppo di scambio immagini ed è stato amore a prima vista. In poche ore era pronta la base, il giorno dopo già l'html, il più complesso che io abbia creato per ora. E sono fiera del lavoro svolto. Anche perchè è bello vedere tutti i commenti delle persone (che stavolta saranno di certo sconvolte) quando cambi il template! Poi, in ultimo, anche questa volta il template rispecchia un qualcosa di me. Cosa? questa volta non lo dirò! ...non è abbastanza chiaro?!



martedì, 02 ottobre 2007

Cambiamenti. Lavori in corso.

Una lettera, una dichiarazione, uno sfogo, insomma,

scrivo qui.

Tre mesi.

E mi ritrovo sempre qui, solo con parole.

Ed immensi cambiamenti.

Una goccia di Declaration e mi si riempiono gli occhi di lacrime.

Quanto sei.

Importante.

E ti sento.

Qui.

 

Ho cambiato tante cose, la disposizione della camera, qualche abitudine, qualche amico. Ma nulla, non cambio io, non cambia quello che sono. Sento l’irrefrenabile voglia di continuare a cambiare quello che c’è intorno a me, affinché in qualche modo possa cambiare anche io, il mio corpo, la mia mente, il mio essere. La malattia si aggrava, non ne parlo con nessuno, ma lei c’è e io la sento, la voglio curare e la trascuro, al tempo stesso.

Non ci riesco, ho bisogno di un abbraccio lungo, intenso, in silenzio, solo singhiozzi e un mare di lacrime, nessun centimetro a dividere due corpi. Ed ho bisogno di un amico sincero, qualcuno che mi voglia bene sul serio, da chiamare di notte, da vedere di giorno, da abbracciare senza spiegazioni, che mi coccoli senza vergogna.

Lacrime copiose mi rigano le guance, starà colando tutto il rimmel che metto per non far vedere come sto. Mi è persino passata per la testa l’idea di tagliare i capelli. Ma non lo farò, almeno qui la lucidità torna a prendere possesso di me.

E sorrido, mi fingo simpaticamente dispettosa, ironicamente permalosa. Voglio qualcuno vicino ed allontano tutti col mio atteggiamento, mi proteggo, il mio corpo non ne vuole sapere di avere qualcuno accanto, mi fa stare male al momento giusto.

 

Si vive o, a volte, si tira avanti, si corre, senza pensiero. Senza il tempo di fermarsi e pensare. E quelle volte si sente che va bene così e si fa pure di tutto per non averlo il tempo, altrimenti si crolla. Quelle volte che il corpo ti da dei segnali e tu non li ascolti perché è meglio così, e superi anche quello, una nuova soglia del dolore, sopporti, ti rimbocchi le maniche, stringi i denti e vai avanti. Non sempre puoi scegliere, non sempre va come avevi previsto e proprio tutto non puoi sfidare, il destino, no, quello è già scritto, affrontalo quanto vuoi, ma lui sarà in grado di aggirarti, superarti, non sei un ostacolo, forse ti conviene abituarti alla sua presenza e lasciarlo fare. Lotta per altri scopi, cerca di crearti nuovi orizzonti, ma non provare ad avere a che fare con lui, non ha tempo di fermarsi e ragionare, ti travolge semplicemente come un treno in corsa.

Ed è così che mi ritrovo con tantissimi impegni per riuscire a non avere il tempo di provare a mettermi di fronte al destino per prenderlo a pugni, mi trovo nuovamente impegnata in 4 lavori, 5 occasionalmente. Tra poco inizia anche la scuola per volontari della Croce Rossa, così il tempo a disposizione sarà ancora meno, e più tesi i nervi, ma ormai li sopporto. Volevo iniziare anche un corso di canto, ma non ho il tempo ed i soldi necessari. Ho iniziato a mettere via un po’ di soldi per andarmene da qui. Mi do un anno di tempo per accumulare i soldi necessari e decidere la meta, magari nel frattempo dovrei andare dal dentista e comprare un portatile, ma una cosa alla volta… Giusto per ufficializzare la cosa oggi ne ho parlato con mia madre, non penso ci abbia creduto davvero, ma sa che ho aperto davvero un libretto di risparmi e sa anche che quando dico qualcosa di solito sono irremovibile. Staremo a vedere.

Intanto non prometto nulla. Non so con che frequenza tornerò a postare, non ce la faccio molto a scrivere, in questo periodo ho altri tipi di creatività, mi sto dando al bricolage, al decoupage, alla pittura, alla modellazione di paste sintetiche… Magari ne viene fuori qualcosa di buono… Negli ultimi giorni tra l’altro due persone mi hanno proposto due lavori nuovi, devo informarmi e decidere che fare, magari ci sta anche un bel cambio di lavoro…

 


Pazzi Pensieri di #wRoNgCeLebRity#
alle 04:19

real life, my soul speaks

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domenica, 01 luglio 2007

Senza Parole. O forse sono diventate addirittura troppe?

Forse da oggi in questa stanza ci sarà più ordine. Sei anni di fidanzamento. Dieci anni di storia d’amore. Puff. Un soffio. E un oceano di lacrime qui a farmi compagnia. Mi prendo le mie responsabilità, non mi perdono i miei errori. Non posso fare a meno di sperare che sia la cosa migliore per entrambi. Mi dispiace aver staccato troppo la spina da questa valvola di sfogo che è il mio blog perchè mi avrebbe fatto bene parlare ed arrabbiarmi subito, mettere tutto nero su bianco, lì, sparato davanti ai miei occhi, ma così non è stato. Ho seguito come sempre il mio istinto, quello che sento bussa all'addome. Il 2007 non è ancora giunto al termine e già posso dire sia stato catastrofico. Quest’anno ancora a metà, alla giusta metà giusto oggi, non ha fatto altro che portarmi lacrime, dolore e sofferenza. Cose inizialmente banali… l’incidente in macchina, le dimissioni di due colleghi fantastici… poi altre sempre più gravi e profonde...poi la malattia e la repentina morte dello zio. E subito dopo quella di Roger, il mio splendido criceto. Come non pensare poi a quello che è successo a Mestre meno di un mese fa? Organizzare un viaggio per due giorni di festival ed essere investiti dalla più violenta tromba d’aria del secolo? E poi farsi rubare il cellulare quando è finito tutto, per completare l’opera… no, mica è finita, nel frattempo non potevo usare il bancomat che mi è stato tagliato per sostituirlo, motivo: smagnetizzazione. per poi arrivare al peggio: io che giorno dopo giorno mi rendo conto che le cose non vanno per il verso giusto con Te. Tu che ci sei da anni, tu che mi hai tenuta per mano per tutta l’adolescenza, tu che mi hai fatta diventare donna. Dieci anni di Tu, solo Tu, sempre Tu. Un amore unico il nostro, ed è buffo, banale e totalmente conformista dirlo, ma… siamo giunti alla fine anche noi, in modo spregevole, in maniera totalmente assurda ed inaspettata, ma tant’è. E so di non poter chiedere la tua amicizia, so di non poter trovare qualcuno che mi conosca come te, che mi possa apprezzare in tutto come te. Ma sento da qualche parte laggiù, no, non nel cuore, e nemmeno nella testa, forse nelle viscere, che è la cosa giusta. Quanto starò male lo sa solo Dio, tu non lo puoi immaginare, tu che adesso mi stai odiando, tu che non puoi credere a tutto questo, tu che incredulo ti lasci soffiare via la tua stessa vita dalle mani, tu che eri così sicuro e forte. Ed io, in fondo, tra queste righe, che soffro, piango e non trovo la mia pace, non mi apprezzo, non mi piaccio, non mi voglio bene e mi faccio del male, mi affliggo le pene peggiori. Dicono che non vi sia limite al peggio, ma mi auguro di aver toccato abbastanza il fondo con tutto quello che mi è successo perchè non ho più davvero le forze per tentate di affrontare qualcosa di peggio di questo: vedere la mia vita che va a rotoli mi basta e devo anche dire che avanza... E va bene così, direbbe Vasco, senza parole.


Pazzi Pensieri di #wRoNgCeLebRity#
alle 03:26

real life, my soul speaks

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giovedì, 05 aprile 2007

Raccontami di te

Ti racconto di me, delle emozioni che provo per le piccole cose, quelle lacrime che blocco troppo spesso, ma che sento, eccome se le sento. Così come sento le paure, e cerco di disegnarle, su fogli di carta come si fa fare ai bambini, ma non ci riesco, riesco solo a pasticciare fogli bianchi e lucidi, scarabocchiando la paura che ho di vivere, anche. E cerco di utilizzare quei fogli per scrivere e raccontare ma tutto si blocca lì, sulla punta delle dita e scendono macchie di lacrime e lacrime d’inchiostro. Un respiro lieve, un respira più veloce, un sussurro, ed un fiato che s’affanna. Uno stare sospesa nel tempo e trattenere il respiro, in apnea per mesi dalla vita che non voglio seguire ed ascoltare. Affronto col sorriso, ma la paresi ormai è quasi palese e tendo ad allontanare le persone che lo percepiscono, quelle che guardandosi si trasformano in giganteschi punti di domanda taglienti ed aguzzi. Non ce la faccio a stare senza me stessa e il mio fottuto passato che mi fa compagnia, una me che forse non c’è più ed un tempo che se n’è andato senza lasciare le sue tracce. I pensieri che ormai si fanno strada da soli, ormai autonomi, come soldati ormai sanno dove colpire, come ferire. Ed ormai è una sofferenza che porto quasi senza sentirne il peso, un fardello al quale mi sono abituata. Inizio a vivere con i pipistrelli, quando la notte, quella codarda se ne spunta di soppiatto, vergognandosi del suo stesso essere, portandosi appresso quel velo nero, di buio, e tristezza. Un vestito che non si toglie di dosso, mai. Così come quella malattia che non vuole andarsene ed attanaglia la gola ed il cuore. Ti racconto che sto così, mi sento sospesa a volte legata al cielo con ghirlande di fiori, altre legata ad una sedia convinta che sia il posto giusto per me, ma sento al contempo che le radici stanno penetrando nel terreno inesorabili e sempre più profonde. E sarà difficile rialzarmi da quella sedia o scendere da quel soffice nuvolose carico di pioggia, anche se i legami che ho con quel cielo sono gli stessi che mi sono imposta. Un’esistenza fatta di scelte, scelte legate ad una vita, a dei periodi e a delle sensazioni. E ricordi che sempre + voluttuosi si prendono cura delle mie cellule, cancerizzandole, insesorabilmente. Una fine che non arriverà perché sarò costretta da me stessa a viverla fino in fondo raccontandola così, come se fosse sempre un inizio. Contraddizioni e sguardi di fuoco, maledizioni a denti stretti e cuori pulsanti in attesa di scosse elettriche. Pronti a ricominciare?


Pazzi Pensieri di #wRoNgCeLebRity#
alle 00:26

my soul speaks, pervert mind

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venerdì, 02 marzo 2007

Voglie

Voglia di stare da sola, io e la mia musica, io e i miei pensieri.

Voglia di sorrisi sinceri solo a chi mi va, voglia di profumare di buono, voglia di avere una seconda e più facile opportunità con la vita…

Voglia di restare un po’ davanti allo specchio ed osservarmi senza perdere il sorriso.

Voglia di potere avere delle soddisfazioni personali, voglia di riavvolgere quel film che è la vita e riviverlo un po’ meglio ripartendo da chissà quale strano momento.

Voglie un po’ complesse.

Non è il cioccolato che ti alzi, vai nella dispensa e lo trovi.

Non è voglia di uscire e prendere una boccata d’aria.

È voglia di aria diversa, di una boccata di vita nuova.

E partire da zero senza nemmeno un briciolo di tempo e forza di volontà…

Beh è impossibile. O molto difficile.

Sento che passerà ancora del tempo prima. Prima che io possa realizzare quelle che a definirle voglie sarebbe riduttivo definirle sogni sarebbe più appropriato.

 E toccare sfinita le coperte e non volermi addormentare perché non voglio vivere i sogni solo nel sonno, perché voglio credere che ci sia spazio per sognare ad occhi aperti nella realtà.

E voglia di instancabili paragoni con il passato che oltre a tagliare e pungere non fa, ed io che tra lame e pungiglioni ogni giorno continuo a svegliarmi, ogni giorno continuo a tuffarmi.

Autolesionismo, vittimismo, autocommiserazione.

Occhi da tigre imprigionati in corpo da misero umano,

anima felina incastrata in una vita che non è forse abbastanza degna.

Qui.

Sempre un po’ di me.

Solo un po’, solo momenti.


Pazzi Pensieri di #wRoNgCeLebRity#
alle 02:17

my soul speaks, pervert mind

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giovedì, 22 febbraio 2007

...io e i sogni...

Io.

Immersa tra gli alberi ed il prato di questo cortile, seduta su di una panchina. Loro giocano; i bambini fingono di fare i pirati sulle loro navi fantasma in un mare di foglie secche ed alberi spogli. Un cielo fermo azzurro arancio che solo a quest’ora si può ammirare con la luna guardiana lassù, che fa la sua comparsa ancora timidamente immersa nel celeste di quel tramonto che tarda ad arrivare. Le giornate si sono finalmente allungate! Un fresco vento che comincia ad accarezzarmi e tutto questo mondo che mi fa da cornice mentre penso e scrivo…
E mi accorgo di quali vorrei che fossero le caratteristiche di un mio possibile futuro figlio. Vorrei fosse sorridente, sano, riflessivo, combattivo, coccolone, forse un po’ ruffiano, tranquillo, socievole, educato, obbediente, furbo, onesto e sincero. Guardo questi bimbi ed ogni giornovedo in loro e nelle loro azioni quello che sono e quello che potranno essere; di qualcuno di loro riesco persino ad ipotizzare il futuro carattere. Si vedono quelli che sono i valori che hanno trasmesso loro i genitori, si vedono i vizi, le abitudini. Ogni volta che penso a cosa mi spinge a continuare questo alvoro, mi fermo un po’, faccia dubbiosa. Poi sorrido: le loro piccole mai, i loro occhi innocenti e affatto maliziosi, i loro denti a finestrella, i loro capelli morbidi, le loro voci squillanti, i corpi in miniatura sempre pieni di energie… e mi sembrano ottimi motivi. Il loro modo di voler dimostrare di essere grandi, il loro modo di avere paura, il loro modo di difendersi e quello che hanno di difendere le proprie cose. Un po’ d’invidia forse, proprio di quell’assenza di pudore, che permette loro di chiedere una cosa quando la vogliono, ingenuamente. Piccoli, sinceri, sani. Ingenui.

SOGNI.


Pazzi Pensieri di #wRoNgCeLebRity#
alle 21:06

real life, my soul speaks

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martedì, 20 febbraio 2007

Mi racconto un po'

Perché forse non è un difetto, ma è pur sempre qualcosa che mi dona quella strana velatura acquosa agli occhi, un non-so-chè di triste e stranamente indelicato. Cosa? Il mio pensiero, io che penso, penso sempre, penso troppo. A volte fino a farmi male, a volte solo fino a sfiorarmi l’anima, altre fino a massacrarla. A volte lentamente, a volte galoppando. Penso. Penso a come può essere la morte, a quanti modi curiosi esistano di morire. Penso che si possa cadere dalle scale, mentre si stava ridendo, penso che si possa fare un gravissimo incidente d’auto e morire, rivivendo attimo per attimo tutti quei momenti che a quel punto lo sai di non poterli recuperare, penso che si possa morire di vecchiaia, semplicemente nel sonno, oppure logorati da una malattia, penso che si possa morire di paura, che lo si possa fare annegando, che lo si possa fare per scelta, che lo si possa fare pensando oppure no. È assolutamente certo che io morirò pensando, e nella mia testa urlerò. È strano poi che io pensi sempre alle mie paure. Costantemente, non mi do tregua, non mi lascio in pace, mi torturo, mi tormento. Mi metto quasi nella condizione di volerle lì, davanti a me le mie paure per poterle affrontare e farla finita con i miei pensieri. Ho paura di morire, per esempio, ho paura di sbattere i denti da chissà quale parte e perderli tutti, ho paura di marchiare il mio corpo con chissà quale cicatrice o segno indelebile, ho paura dei clown e delle maschere in genere, ho paura della profondità, ho paura degli squali e del buio, e se può sembrare che siano tutte cose facilmente affrontabili, beh allora non mi si conosce. Accendo tutte le luci in casa quando di notte devo passare dalla camera alla cucina, mi immagino di essere nel bel mezzo dell’oceano che scappo da “chissà quale” creatura marina…e corro, corro verso la luce, affannandomi e rischiando ogni volta di morire col cuore che batte a 200. Ma tutto passa, mi dicono. E sono mesi che mi addormento a fatica e che resto al buio solo quando praticamente sono ormai in fase REM. Poi beh ci sono un sacco di altre cose che temo, ma meglio evitare di pensarci, meglio perché altrimenti oltre a pensare non farei nulla tutto il giorno, diciamo che mi concentro sulle cose più spaventose, cercando di velare le mie paure, spesso fallendo. E poi penso sempre al futuro, penso a come sarò, a cosa farò, a chi sarò. Smaniosa di vivere la mia vita e di crescere come sempre, io mi distacco sempre più da tutte quelle persone affette da sindrome di peter pan perché proprio non le capisco: cosa si può apprezzare di quest’età se non il solo fatto di avere tutta la pelle bella tesa? Ma se poi in un bel visino senza una rughettina ci sono 20 brufoli, pensi che sia meglio? No, io non credo. Non dico che io non veda l’ora di invecchiare, questo no, ma crescere, crescere e vivere, questo assolutamente, inconfutabilmente sì. Ed ogni volta perdo il filo, perdo il senso delle cose, ed una meta, sempre che una meta sia mai esistita. E sì che c’era: il discorso stava nel pensiero, nella mia malattia che è il pensare, quell’azione, involontaria spesso, che mi porta ad avere gli occhi sempre velati…ma questo l’ho già detto. Ma ancora non ho rivelato che vado anche oltre, troppo oltre col pensiero. E costruisco storie. Mi basta un pezzetto di carta volato per terra, mi bastano gli sguardi di due persone sul treno, mi basta il complimento di una persona, mi basta un oggetto, casuale, che mi capiti in mano, mi bastano poche parole per mandare in visibilio tutto il mio encefalo, mi spiego: vedo una ragazza sola alla fermata dell’autobus che digita veloce sulla tastiera del cellulare, poi la vedo salire sul bus e la vedo abbracciarsi con un ragazzo. Ecco che il mio pensiero parte, volta, incontrollato ed incontrollabile: i due ragazzi in fuga d’amore, lei che avvisava velocemente la madre che sarebbe stata da un’amica xy a cena e poi a dormire, invece avrebbe passato la sua prima notte d’amore con lui, che tutto romantico per quella prima sera con lei, poco dopo le confesserà di avere una storia troppo complicata, un rapporto strano e difficile con una ex, che ha chissà quale problema per il quale di certo lui non può lasciarla sola. E così lei si pente di aver imbrogliato sua madre, con quel messaggio, ancora salvato su quel Nokia ultimo modello, regalatole da quella stessa madre che, pentita per non aver dato fiducia alla figlia, voleva in qualche modo riconquistare l’amore della sua piccola. Ecco qui, e questo è solo un esempio. Avete idea di quanti luoghi, situazioni, cose, oggetti si vedano in una giornata? Bene, moltiplicate ognuno di questi per tutte le storie che creo ed immagino e… Welcome to my mind!


Pazzi Pensieri di #wRoNgCeLebRity#
alle 00:59

real life, my soul speaks, pervert mind

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lunedì, 29 gennaio 2007

Un anno

365 giorni, 52 settimane,12 mesi.

Ditelo un po’ come vi pare, comunque è passato un anno… Un anno in cui sono successe e cambiate un sacco di cose, sono cambiata io, è cambiata la mia vita. Durante quest’anno ho preso la maturità, ho fatto il secondo incidente, ho cancellato dal mio polso la simpatica ape che mi accompagnava, ho litigato con persone importanti, ho iniziato e finito almeno dieci volte una dieta, ho frequentato un nutrizionista e due psicologhe, ho firmato un contratto da tredicimila euro, ho marchiato per sempre la mia pelle, ho smesso di cantare in un gruppo e sto iniziando a sentire per cercare di iniziare in un altro. Ho fatto scelte importanti, alcune giuste altre meno, alcune pensate, ponderate, altre no, semplicemente impulsive, come me, ho aperto un blog, giusto un anno fa, io che pensavo che mai avrei regalato i miei pensieri e le mie parole a nessuno, se non sotto forma di libro, ed invece eccomi ancora qui a scrivere, qui in questa nuova vita, in questa nuova esistenza, in questo nuovo modo di essere,che magari no differiscono molto ad osservarle anche da vicino ad occhio nudo, ma io so che i cambiamenti ci sono, ci sono ogni giorno e mi accompagnano, ci sono e stanno lì a farmi compagnia, a fare parte di una nuova me, una nuova me ogni giorno che passa... Ogni avvenimento, ogni piccolo episodio che va a costruire le esperienze, ad arricchire quei bagagli che per sempre mi porterò dietro. E qui c’è un pezzo di me, qui nascondo i miei pensieri, le mie storie, i miei aborti, i miei sussurri, le mie paure, le mie fantasie. Quel qualcosa che nessuno sa di me, quel qualcosa che non si legge attraverso gli occhi, ma che si sente qui, che le pagine sudano, trasudano…Un anno di vita, e ringrazio il blog, chi mi legge, chi mi commenta, chi mi critica, chi mi sprona, chi mi ama, chi mi odia, chi mi vuole bene, chi mi legge e tace, chi passa e basta, ringrazio un po’ la mia vita, che mi permette di essere così ed essere fiera di me stessa. Esagerata? Forse, ma il mio “piccolino” compie un anno:

Auguri Blog!

 


Pazzi Pensieri di #wRoNgCeLebRity#
alle 23:49

commenti (30)

mercoledì, 24 gennaio 2007

2007

Scotch appallotolato, una spilla del 2004, un paio di calzini di spugna sporchi, la carta di otto kinder cioccolato, un polsino nero, la digitale, rimmel, labello, pacchetto di gomme, cipria, matita per gli occhi nera, pennello per ombretto, portatrucchi aperto, astuccio  aperto, scatola kinder cioccolato vuota, pila di manuali per programmi di grafica, plico con le informazioni per un anno in America, pacchetto aperto mezzo vuoto (o mezzo pieno) di biscottini, scatola del vecchio cellulare, portagioie trasparente da cui si intravede polsino di pelle borchiato, stampante, sacchetto di carta blu, set di incensi, libri, guide turistiche, giochi per il pc, cd, dvd, matite colorate, pastelli a cera, astuccio pieno di nastri-fiocchi-pon pon-mollette-free drink, fermacapelli con pietre, braccialetti di gomma, post it, caricabatterie, porta cd, quaderni, casse e monitor del pc, con annessa webcam.

Si fa sempre l’inventario ad inizio anno, no? Bene, questo è l’inventario di quello che c’è sopra alla scrivania. Sotto è meglio non guardare nemmeno. Ed evitiamo proprio di fare la panoramica nella stanza che nemmeno i ratti riusc irebbero a raccapezzarsi in sto caos!

Insomma, benvenuto Sig. 2007.

Benvenuto con i tuoi casini, il tuo disordine, il tuo caldo, la tua inquietudine, la tua fretta, che sono un po’ i miei. Il capodanno è (finalmente) ormai solo un ricordo, un bel ricordo, se proprio devo dirla tutta. Organizzata all’ultimissimo momento, è risultata una serata simpatica, divertente e in buona compagnia.

Come l’anno scorso passato a casa di Alba, mia cara Amica, con una ventina di persone; conoscevo quasi tutti, abbiamo fatto (tutto esclusivamente preparato dalle mie manine) il cenone a base di un sacco di antipasti (mozzarelline impanate, olive ascolane, mozzarella a fette, pomodorini, sofficini, pizzette, stuzzichini ripeni, olive, cipolline, pollo fritto, salse), bis di primi (pennette panna e salmone & maccheroncini al vino bianco e pasta di salame), tris di contorni (patate al vino bianco, zucchine agli aromi e patate piccanti), il tutto servito con abbondanti dosi di vino. Abbiamo finito con i primi a 20 minuti dalla mezzanotte, abbiamo chiacchierato un po’, ci siamo sintonizzati su un conto alla rovescia, pronti ad uscire per i botti ed a stappare bottiglie di spumante. All’arrivo del nuovo anno scambio rituale di baci e sbevazzata (considerando che mente cucinavo ho bevuto un’intera bottiglia di vino, a cena 2 bei bicchieri già il tasso alcolico era elevato) di spumante. Niente cotechino, né zampone, ma le lenticchie, quelle sì, che portano fortuna (a me no, dunque non le ho mangiate), poi tutti fuori a vedere i fuochi d’artificio. Io ormai mezza ubriaca (mezza?!) bevevo direttamente lo spumante (sia dolce che fragolino) dalla bottiglia… Dopo aver dato praticamente fuoco ad un pino (e non sapete che ridere vedere un pino che brucia quando si è brilli) ed aver finito fiumi di alcool, siamo rientrati… Musica, ancora alcool, ancora musica, altro alcool: ben presto tutti o quasi a ridere collassando sui divani. Verso le 4 tutti a casa, tranne pochi “eletti”, me compresa, che rimangono a dormire direttamente lì. Solo a questo punto della serata io mi riprendo, non riesco a dormire, mi rigiro nel letto, soffro il caldo, il freddo, i rumori, la sete, la fame, tutto. Salgo e scendo le scale sperando di trovare forme di vita intelligenti che colloquino con me, ma nulla, tutti sfiniti in letti e divani, solo la gatta che mi seguiva. Lo stomaco in subbuglio, ma la voglia di fare qualcosa, rifaccio le scale avanti ed indietro, finalmente mi disseto e trovo un posto più accogliente dove dormire (un letto da sola, senza nessuno che mi russa accanto): sono le 8 e mi concedo tre ore di sonno. Alle 11 del primo gennaio sono già in piedi ed inizio a fare casino, so che non riuscirò più a dormire e cerco di svegliare qualcuno, finalmente con qualche risultato: in tre quella mattina a fare colazione con il panettone avanzato dalla sera prima e…le patate agli aromi! Che immagini! Passiamo in quella casa ancora qualche ora per sistemarla e ridarle quella parvenza di “abitazione civile”, poi finalmente a casa, dove mi aspetta il cenone del Primo con i parenti… Serata discreta, tutto sommato, se non si considera il fatto che ho perso 4€ a tombola…

Ed ora ecco che è già quasi Febbraio, ed ecco che sul mio polso sono apparse tre stelle (no, niente stigmate, solo un bel tatuaggio, disegnato tutto da me), ed ecco che ho versato i primi 1000 € di acconto x l’auto nuova, che aspetta solo di arrivare alla concessionaria, essere pagata del tutto, ed essere ritirata da me stessa medesima, possibilmente venerdì.

Ed ecco che ho iniziato col piede giusto (stavolta sì!) col nuovo incarico di educatrice di bambini dai 3 ai 5 anni nel post scuola della materna del mio paese (lavoro poco retribuito, un po’ schifiltoso, considerando che non mi piacciono i bambini, ma un nuovo impegno, una nuova esperienza, e tutto è positivo, se fa brodo, no?).

Ed ecco che ho comprato l’agenda nuova, che non mi sarei mai aspettata, ma alla quale già ho fatto l’abitudine; è già piena d’impegni, è già evidenziata, cancellata, riscritta, sottolineata, e va bene così.

Non ho finito di leggere il libro di Fabio Volo, ma sto andando avanti, agenda permettendo, quando ho attimi di tempo libero. Sto riprendendo a graficare un po’, non che avessi mai seriamente abbandonato, ma sempre per questione di tempo era un hobby che avevo un po’ accantonato.

Non ho ancora stilato una lista delle cose da fare, dei buoni propositi, e forse sarà il caso che io lo faccia, altrimenti mi ritroverò davvero una lista lunghissima con cose scritte e riscritte, ma mai fatte e un detto che adora ripetermi mio padre è: “Mai rimandare a domani quello che puoi fare oggi”, quindi mi impegno a scriverla entro fine gennaio (meglio tardi che mai!). Ed ecco che tra poco arriva anche il primo compleanno del blog, e x l’occasione me lo sono riletto tutto, un po’ per orgoglio, un po’ per fare il punto della situazione, per rimettere a fuoco i miei tanto adorati ricordi, gli stessi ricordi che stasera sono ritornati a galla, stasera che sono andata a casa di una cara Amica, che adesso non abita più qui vicino perché ha deciso di studiare a Roma, dove appunto si è trasferita. Quanto tempo che non andavo da le, nella sua casa qui, quella vicino alla mia! Quando mi ha aperto la porta mi s’è fermato per un attimo il cuore, quella porta che mi ha accolta tante volte, quando ero in crisi, quando dovevamo studiare insieme, quando ci preparavamo per le interrogazioni, per la maturità, quando fingevamo di iniziare a studiare ogni tre minuti e si parlava per ore, quando dormivo da lei ed avevo freddissimo, quando sua mamma veniva a darmi il buongiorno e sembravo un baco da seta tutta appallottolata dentro almeno tre strati di coperte, quando tutto era diverso, quando la vita era un’altra. Quante cose cambiano…ed in così poco tempo… Ora però non parto con le mie fisime filosofico-psicopatiche, altrimenti non finisco più…

Che ne dite? Tornata in grande stile? ^_^


Pazzi Pensieri di #wRoNgCeLebRity#
alle 01:32

real life

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martedì, 26 dicembre 2006

Vado a vivere...

Oggi la musica mi infastidisce. Oggi ho dormito troppo. Oggi avrei voglia di uscire nel pomeriggio, passarlo come dico io, ed invece no. Oggi sento solo la voglia di girare il calendario e leggere che è arrivato gennaio, di già. Averlo lì sul calendario per trepidare nell’attesa del mio tatuaggio, averlo lì per provare il brivido della prima prova con il gruppo, averlo lì per non dover più pensare dove sbattere la testa a capodanno, ma semplicemente averne il ricordo più o meno lucido, averlo lì per  fare il conto alla rovescia per la consegna dell’auto nuova, averlo lì per poter finalmente respirare anche se in lontananza una primavera ed un 7, al posto di un 6. Averlo lì per festeggiare il primo anno del mio blog. E invece è solo il 26 dicembre e mi devo impegnare per rendere positivo il capodanno, per fare in modo che quando gennaio sarà veramente sul calendario, io ne possa avere un bel ricordo. Devo prendere la matita e farlo quel cavolo di disegno, non posso certo pensarci ancora. Devo rifare il letto, devo finire di leggere il libro di Fabio Volo, devo lavare i capelli, devo trovare un posto a tutti i regali ricevuti per questo Natale. Devo far spazio nella mia testa per ospitare nuove idee, nuovi progetti, perché è quasi ora di stilare una bella lista di buoni propositi per il nuovo anno. Mi ricordo di un libro in cui la protagonista scriveva sul taccuino le cose da fare. Aveva una lista lunghissima, e quando si è ricordata di guardarla per farle sul serio le cose, aveva notato che molte erano state scritte più volte, in diversi momenti, ma non aveva mai avuto modo di farle. Vorrei non avere una lista di cose da fare, vorrei semplicemente farle. Devo comprare l’agenda nuova, voglio riempirla di appuntamenti, devo abituarmi alle nuove pagine, alla loro impostazione, al tipo di carta, alla nuova copertina. Devo prendere delle decisioni per andare avanti, devo mantenere il mio impegno con me stessa e non mollare adesso che sembro riuscire nei miei intenti. Devo anche smetterla di programmare tutta la mia vita ed iniziare a viverla…

Dai, scusate, ora vado un po’ a vivere…

 

Ps. sono stata invitata a scrivere anche su un altro blog, ieri ho inaugurato la mia partecipazione, QUI  potete leggermi...

 

 


Pazzi Pensieri di #wRoNgCeLebRity#
alle 13:40

real life, my soul speaks

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domenica, 10 dicembre 2006

Dieta

Ho guardato lo specchio. Quello che ho visto non mi è piaciuto. La bilancia non mi ha certo rincuorata quindi torno a dieta. E' una cosa che già sentivo ieri sera, ma stamattina ho avuto la onferma: voglio ricominciare. Lo sento dentro. Si risparmia pure. L'obbiettivo? Non è un peso specifico, bensì un traguardo + semplice e decisamente più allettante: La Morte. Ci avete creduto? No. Nemmeno io. Sì, scherzavo. Non sono un'anoressica senza speranza. Mi piace troppo mangiare e farò una fatica bestia a smettere, o comunque a mollare il colpo. Ma si risparmia. E si evita di essere un budino ambulante, che è quello che mi da fastidio. Non perchè sia brutta, eh! Anzi! Ma perchè ho dei vestiti che mi implorano i non farli esplodere e magari vorrei tornare a mettere quel vestitino di qualche anno fa a capodanno...Poi ho anche gli stivali nuovi...Con questo post riconfermo la mia follia. Quanto ci metterò? Molto, probabilmente, ma ormai è scritto. Nero su Bianco.


Pazzi Pensieri di #wRoNgCeLebRity#
alle 11:01

real life

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martedì, 05 dicembre 2006

Passato, non di verdura!

Ho vissuto. fino ad oggi. poi ti ho conosciuto. e non ho vissuto più. ora respiro, mi affanno, cerco sorrisi,  abbracci, morsi, pizzichi, ma non vivo. Semplicemente, ti seguo e ti fermo e ti strazio.
Siamo dei vulcani, noi, non c'è modo di arrestarci, inesorabili colpiamo senza guardare cosa travolgeremo, senza pensare a quello che succederà.
E questa volta ci siamo colpiti, ci siamno scontrati dando vita a qualcosa che è più grande di noi.
La terra trema e tremo anche io: ogni tanto la forza per reagire al contraccolpo non ce l'ho e allora mi risveglio. Perchè la forza del Vulcano, quella forza esplosiva me la posso solo sognare. Non ho nemmeno le forze per raggiungere i tuoi, di sogni...


Pazzi Pensieri di #wRoNgCeLebRity#
alle 01:32

past, my soul speaks, pervert mind

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giovedì, 30 novembre 2006

jUST Fantasy

Lo DEVO mettere qui.

GRAZIE.

Chi mi conosce sa che non posto mai immagini. Ma questa ha il suo senso. Ho partecipato ad un contest con QUESTO template, e quello che vedete è il risultato. Grazie di nuovo!


Pazzi Pensieri di #wRoNgCeLebRity#
alle 16:34

real life

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